Il direttore Paolo Valente presenta la 7° edizione di LiFE

FONDAZIONE LiFE

LiFE non significa solo “vita” in italiano, ma è l’acronimo di Labour Intensive Facility Event e con il suo tono emotional contiene una forte promessa: ripartire dal lavoro per progettare il futuro individuale ed economico del paese. LiFE da evento diventa una Fondazione per aumentare la diffusione della cultura e delle politiche industriali del facility management e del lavoro labour intensive in Italia, per la cura degli spazi, degli immobili e delle persone.

Non è una “fiera”, non è un “convegno” ma un “luogo aperto”, polifunzionale e in progress dove il confronto e il dibattito, la presentazione degli elementi e delle soluzioni che caratterizzano il Facility Management si realizzeranno in maniera innovativa, dinamica, veloce, moderna. Saranno i contenuti e i protagonisti che di volta in volta si sceglierà di mettere al centro di LiFE a determinare le forme dell’evento. Come sempre per noi vale il principio di invertire il percorso tra “contenuto” e “contenitore”. LiFE nelle sue 6 edizioni precedenti ha voluto superare la semplice dimensione fieristico-convegnistica proponendosi quale momento e luogo multifunzionale capace di far incontrare il vasto mondo degli operatori economici impegnati nel settore per aiutare la crescita del senso di appartenenza e favorire il coinvolgimento di opinion leader dei vari settori (politica, media, cultura, comunicazione, università ecc.) sui problemi del comparto.

IL FACILITY MANAGEMENT

Il comparto dei servizi di “Facility Management” corrisponde a tutte quelle attività rivolte ad una “Gestione integrata di servizi e processi rivolti ad edifici, spazi ed alle persone, non rientranti nel core business di un’organizzazione, ma necessari al suo funzionamento (manutenzione, pulizia, igiene ambientale, energia, security, safety, sanificazione, logistica, ecc.)”. È un settore di mercato “labour intensive”, cui appartengono migliaia di PMI e diversi grandi operatori, in continua e costante crescita nonostante la crisi che ha condotto alla contrazione di altri settori, con un impatto enorme in termini occupazionali (2,5 milioni di occupati potenziali del comparto – 135 miliardi di euro è il mercato potenziale complessivo stimato per il settore).
Questo variegato e complesso settore economico avanzato ha, oggi, una grande sfida davanti a sé: costruire una nuova politica di comparto produttivo capace di interpretare i tratti comuni di attività anche molto diverse tra loro ma accomunate da una identica dimensione “funzionale”.
Esplorare tutti gli spazi e gli ambiti di “comunanza”, indagare la semantica del termine “servizio”, recuperare una nuova consapevolezza del valore economico, produttivo e sociale della propria attività, sono solo alcuni dei tratti del percorso strategico che potrà portare alla definizione di una nuova “identità” del mondo dei servizi.

LiFE 2022 ROME winter edition – 13-14 Dicembre

LiFE è promosso da CONFINDUSTRIA SERVIZI HCFS, la Federazione delle industrie dei servizi alle imprese, agli immobili e alle collettività, aderente a Confindustria, costituita da alcune Associazioni di categoria (ANIP, ANID, ANIR ed UNIFerr), che, mantenendo le loro specificità, hanno deciso di svolgere un ruolo comune, non solo sotto l’egida confindustriale, nel promuovere e sostenere il comparto dei Servizi.

In questa 7 edizione invernale Roma sarà la protagonista, una cornice storica e prestigiosa, adatta per evocare ed immaginare i nuovi scenari che i forti cambiamenti di questi tempi stanno velocemente determinando. Roma luogo deputato a far incontrare tutti gli stakeholder con i livelli più alti della governance del Paese. Una città che permetterà in pieno clima Natalizio di far convivere relax e “pleasure”, insieme ai tanti contenuti, e ai molti protagonisti.

 

Il Direttore di LiFE – Paolo Valente

Avere cura dell’Italia

Il Covid-19 ha messo in evidenza tanti punti deboli della nostra società ma è anche riuscito a mettere in luce tanti punti di forza, che non venivano notati perché trasparenti, invisibili, quasi fossero dati per scontati. Tra gli aspetti positivi, che hanno protetto la comunità in un momento molto delicato, c’è un esercito di persone, in larghissima parte donne, che hanno cura degli ambienti di lavoro, degli ospedali, delle scuole, dei luoghi di lavoro, delle abitazioni.

E hanno cura anche della collettività che abitano quegli spazi, come fanno da sempre: disinfestando, pulendo, trasportando e fornendo cibo a cittadini e cittadine, malati e malate, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici. Attività che sono sempre state svolte con regolarità ma di cui non veniva sottolineata l’importanza, attività sempre sotto gli occhi di tutti che, proprio per questo, erano diventate trasparenti, praticamente invisibili.

Dalla pandemia si è compresa la grande importanza che riveste la funzione dell’avere cura, dell’assistere, dell’accuratezza nel farlo e dell’attenzione. Nello svolgimento delle attività del settore del facility management è inscindibile il nesso tra la competenza professionale e il coinvolgimento personale dell’operatore nello svolgimento del proprio lavoro in condizioni dignitose per sé e per gli altri che fruiscono degli stessi spazi.

La fruizione dei diritti fondamentali dei cittadini e delle cittadine che vengono garantiti dalla Costituzione viene consentita attraverso un lavoro quotidiano: una corretta alimentazione per tutti al di là delle condizioni sociali, la salubrità degli ambienti di lavoro, di cura e nelle abitazioni private, che consente una condizione di sicurezza sanitaria uguale per tutti in ogni luogo, il giusto comfort e la giusta sicurezza durante i trasporti.

Lo scenario

La Transizione ecologica, la Digital Economy e la Digital transformation hanno rovesciato i paradigmi economici del nostro tempo, la distanza tra manifattura e servizi si è parcellizzata ed è profondamente cambiata, visto che il 70% dei lavoratori italiani è impiegata sui servizi. I dati rappresentano il petrolio del futuro su cui si fonderà l’economia di precisione, la Sharing Economy ha rovesciato la catena del valore conosciuta dalle economie moderne.  Il covid ha reso il modello di sviluppo della globalizzazione conosciuto negli ultimi 30 anni inadeguato a governare crisi sistemiche come quella degli ultimi mesi che hanno azzerato certezze, ed introdotto elementi di fragilità delle moderne società e della stessa condizione umana e del suo dominio dell’ambiente circostante.

La nuova realtà

In questo quadro è emersa con forza in maniera evidente che il cuore della nostra economia e dei nostri modelli organizzativi non può prescindere da un sistema di servizi e di Facility Management evoluti, che nella crisi del covid sono emersi come frontiera e come argine fondamentale e prezioso per adeguare in maniera agile la propria proposizione ad un modello che è andato in crisi nei suoi pilastri classici (manifattura,  commercio etc..), consentendo alle economie moderne di mantenere livelli di assistenza, servizi, salute e sicurezza alle persone ed alle cose, che ha messo in risalto l’emergere con chiarezza l’esistenza di una vera e propria industria ed economia dei servizi come asset strategico produttivo ma in generale delle economie moderne in Italia ed in Europa.

Una nuova sfida

Davanti ad una realtà così evidente e complessa un sistema cosi articolato di protagonisti della società non può più rimanere evanescente, parcellizzato o non compreso nella sua interezza come ecosistema, come blocco sociale, come vera e propria “industria” strategica e fondamentale in una società in continua evoluzione nei suoi modelli di mobilità, produttività, welfare e lavoro dettati dalle sfide disruptive della Digital Era. Definire un nuovo “patto per i servizi labour intensive in Italia” dove imprese, lavoratori, Governo e parti sociali delineano policy e misure per questo particolare settore tutto rivolto al sostegno e alla ripresa dell’Italia.

Labour intensive – igiene, qualità, sicurezza, formazione,

Il mercato del lavoro e le politiche attive sul lavoro si stanno modificando profondamente a causa del Covid e del conseguente smart working, i servizi labour intensive sembrano poter essere molto ricettivi e sensibili sul piano sociale a questi cambiamenti, in un momento in cui il problema della crisi e dei licenziamenti è accompagnato da misure e aiuti sul costo del lavoro e che dovrebbero interessare direttamente anche le imprese; su misure come quelle relative all’impiego dei giovani, delle donne, alla riallocazione, alla formazione e tutte le politiche rivolte all’ingresso nel mondo del lavoro.

Mercato e regole – criticità e opportunità

L’economia dei servizi è una realtà che impatta ormai sulla crescita e la qualità della vita del Paese. Tuttavia, mancano ancora quelle “regole certe” che nel Public Procurement consentono a questo comparto di strutturarsi definitivamente, la ennesima revisione del Codice degli appalti, dovrebbe segnare un passo importante in tal senso. La semplificazione è la strada da percorrere, tuttavia i servizi richiedono una specificità e una articolazione delle regole differenti da quella delle opere pubbliche. Un cantiere edile è cosa differente da un cantiere dei servizi. L’aggiudicazione delle gare al massimo ribasso mal si combina con l’esigenza di garantire efficienza e qualità dei servizi per la cura delle persone e della collettività e per le imprese; l’aggiudicazione delle gare per i servizi solo attraverso il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa consentirebbe di razionalizzare le procedure ad evidenza pubblica secondo principi di efficienza (costo-qualità) e di semplificazione.; altrettanto importante è incrementare e migliorare le modalità di progettazione, verifica e controllo in fase di esecuzione del contratto delle prestazioni rese dai fornitori selezionati in termini di corrispondenza o meno delle stesse alle condizioni contrattuali.

Tutte le esigenze del comparto dovrebbero essere razionalizzate all’interno di una omogenea Legge quadro sui Servizi che, colmando un gap legislativo, consentirebbe di: identificare il settore dei servizi agli immobili ed alle persone e alle imprese delineandone il perimetro e le peculiarità; favorire l’ordinato sviluppo del settore dei servizi agli immobili ed alle persone all’impronta della legalità e dell’innovazione; razionalizzare le procedure ad evidenza pubblica secondo principi di efficienza (costo-qualità) e di semplificazione delle pratiche amministrative e regole che tengano conto dei diversi settori produttivi.